sabato 14 febbraio 2015

Antichi scaldaletto

Oggi si fa presto a trovare il letto caldo; lo scaldaletto si regola con un timer e si entra tra le lenzuola senza dover battere i denti e cercare i piedi caldi del consorte. Un tempo i piedi freddi erano il terrore della controparte calda, i modi antichi per scaldare le coperte erano semplici e per niente costosi.




Lo scaldaletto più impresso nei miei ricordi era quello del nonno; all'interno di un contenitore metallico, non ricordo se fosse di rame bucherellato, o di terracotta si riponevano le braci ardenti della cucina a legna. Purtroppo il ricordo del letto andato letteralmente in fiamme sono una testimonianza di quanto fossero ardenti le braci.


In gioventù mia madre, di questo non ne ho ricordo, usava mettere nel proprio letto un mattone scaldato sopra la base in ghisa della cucina economica a legna, per evitare di bruciare le lenzuola avvolgeva il mattone con stracci.

Il problema del mattone era la durezza dello stesso, infatti molti non lo toglievano prima di entrare nel letto e lo scaldarsi alle volte poteva essere molto doloroso.

Non tutti però avevano un focolare dove reperire braci o scaldare oggetti; alcuni scaldaletto antichi particolari erano costruiti con un telaio in legno al cui centro si trovava una resistenza che si riscaldava per effetto joule.

La resistenza era alimentata dalla corrente elettrica ed il calore generato non era a contatto diretto delle lenzuola, si può affermare con una certa sicurezza che si trattava del primo scaldaletto elettrico.

Ancora più antichi sono gli scaldaletto a braciere, la struttura era identica ai precedenti solo che non c'era nessun cavo ad alimentare resistenze ed il calore veniva generato da un piccolo braciere che veniva posto su una base non infiammabile; venivano chiamati scaldaletto prete.

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