mercoledì 7 maggio 2014

Rivestimento antiaderente in ceramica per padelle

Il rivestimento antiaderente applicato su superfici ad alte temperature destinate a venire a contatto con i cibi fu una trovata che contribuì a migliorare la qualità dei cibi cotti e semplificò le operazioni di pulizia.

Nel corso degli anni sorsero dubbi sulla bontà del rivestimento antiaderente delle padelle, qualcuno cominciò ad urlare ai quattro venti che il rivestimento in teflon faceva male alla salute.


Il rivestimento antiaderente in teflon, all'inizio, non veniva trattato come si dovrebbe e le superfici protettive si rovinavano causando anche l'ingestione di piccole quantità di materiale. La corsa alla spiegazione di come andava pulita una padella antiaderente e che arnesi andavano utilizzati durante la manipolazione dei cibi fu un po' tardiva.

Oggi non tutti acquistano padelle antiaderenti, la diffidenza su questo strato protettivo non è del tutto giustificata. Le padelle, come altri tegami, dovrebbero essere sostituiti con una certa frequenza, anche quelli in acciaio inox.

Il rivestimento in teflon delle padelle compie il suo dovere se trattato bene ma non è infinito, dopo anni il cibo comincia a staccarsi a fatica dal fondo della padella e questo sarebbe il momento di cambiarla.

Oggi i nuovi rivestimenti antiaderenti per padelle utilizzano anche materiali diversi dal teflon, con buon pace degli ambientalisti che sostengono, a ragione, lo sversamento nell'ambiente di PFOA da parte delle aziende che utilizzano il teflon nei rivestimenti.

Sul mercato sono presenti da diversi anni padelle e tegami con rivestimento antiaderente in ceramica, la differenza più esplicita è il colore bianco o grigio rispetto al nero del teflon. I rivestimenti antiaderenti in ceramica non sono tutti uguali, proprio come quelli in teflon.

Quando si deve acquistare un oggetto destinato a venire spesso in contatto con ciò che ingeriamo è meglio tenersi lontano dai prodotti venduti nei supermercati o nelle televendite. La ceramica utilizzata per i tegami non è quella dei vasi o delle terraglie da giardino.

I materiali ceramici impiegati per padelle e tegami sono avanzati ed hanno resistenze al calore molto alte, i punti di fusione possono arrivare a 1700°. Per cuocere le temperature in gioco sono molto più basse, massimo 250°.

Le caratteristiche del rivestimento in ceramica non sono tutte a favore di questi materiali. Essendo un materiale molto duro non può essere raffreddato di colpo, la rottura potrebbe verificarsi con buona probabilità.

I materiali più sono duri più sono fragili, sembra un controsenso ma non è cosi. Diverso è il discorso per i graffi, i materiali ceramici possono sopportare abrasioni notevoli non graffiandosi ed anche se succede il materiale non è pericoloso (anche se non esistono studi approfonditi).

Il segreto è nell'utilizzo e nella pulizia, mai raggiungere temperature esasperate (oltre i 250°C nel caso si lasci una padella sul fuoco vivo senza niente) e mai utilizzare utensili da cucina in acciaio in modo troppo energico.

Nel caso della ceramica lo strato protettivo è molto resistente alle abrasioni ma se si esagera si rovina ugualmente. Mai sottoporre lo strato antiaderente a forti schok termici, tipo acqua fredda quando la padella è rovente.


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